sabato 9 luglio 2016

On the road

Ecco, è incredibile!
Ho perso l'autobus che passa solo una volta ogni ora!
Abito fuori città, è luglio inoltrato, nessuno in giro, sono le due e un quarto del pomeriggio e sembra di stare in un paesaggio da film western dove si vedono rotolare i covoni spinosi e null'altro.
Avevo programmato tutto; uscire da casa in tempo, passare per il parco, prendere il "2" e arrivare in stazione in tutta calma, invece il 2 non si vede e passa il 7, che ci fa qui il 7?
Da quando, pochi anni fa, hanno allungato il percorso dei mezzi cittadini, c'è sempre stato il 2, due come le volte che l'ho utilizzato io e oggi compare il 7!
L'ho guardato passarmi davanti come si guarderebbe un triciclo guidato da un elefante, l'autista avrà pensato che fossi una paziente scappata dal vecchio ospedale psichiatrico del paese qui vicino.
Mentre mi supera indifferente sento una voce dietro di me:- Oh no, perché non ferma!-
Una signora arriva trafelata e si lamenta a voce alta, al che le rispondo, che si, è una vera scocciatura e ora dovrò andare a casa a prendere la macchina. Al che lei subito si riprende e mi chiede un passaggio per non dover aspettare un'ora, evidentemente ha del mio aspetto un'opinione più alta di quella del conducente oppure tende ad accontentarsi.
Ed io le rispondo di si, le darò il passaggio volentieri, si tratta solo di andare a prendere la macchina, sembra una persona tranquilla, anche troppo, non riesce a camminare di fianco a me, mi raggiunge con calma mentre io fremo per il timore di fare tardi.
Intanto che guido parliamo dei recenti cambiamenti degli orari e percorsi degli autobus, lei ne è esperta perché li utilizza spesso; io per i miei orari impossibili, uso sempre la macchina. Mi parla del suo paese (la Moldavia) e di quanto tempo e quali mezzi ci vogliono per raggiungerla, intanto siamo arrivate in città e parcheggio velocemente perché ora devo prendere un autobus per raggiungere il centro città e la stazione e lei la sua abitazione, proprio nello stesso quartiere.
Stavolta la fermata è piena di gente e la temperatura percepita è ancora più alta, vuoi per l'asfalto o per il fumo delle sigarette o per l'ansia di perdere il treno (mai che passi qualcuno che conosca per strappare un passaggio quando sono alla fermata dell'autobus).
Finalmente arriva il 2 (ma che giro ha fatto?) e ci accomodiamo tutti in piedi, in fila come birilli, accanto alle porte per poter respirare un po' durante il tragitto, lei scenderà prima di me e mi spiega la fermata più comoda forse per sdebitarsi, poi mi saluta e scende.
Mi si avvicina una donna dicendo;- Ho sentito che vai in stazione, anche io sto andando là, se vuoi andiamo insieme.-
Assecondo anche lei, scendiamo e camminiamo insieme nel quartiere nuovo con grandi spazi adibiti a parcheggi, soste nel verde e strutture ricettive per turisti; è nuovo anche per me che sono abituata più agli svincoli della tangenziale che alle ristrutturazioni del centro.
Lei ha l'abbonamento ma io devo ancora fare il biglietto allora allungo il passo e la lascio indietro (anche lei) per arrivare in biglietteria.
Ci troviamo poi su al binario, incredibilmente prendiamo lo stesso treno, incredibilmente proveniamo dalla stessa isola e siamo quasi coetanee, incredibilmente la diffidenza che si riserva agli sconosciuti oggi è a noi sconosciuta e ci si apre alle possibilità.
Avevo proprio voglia di raccontare questa piccola storia.

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