mercoledì 28 giugno 2017

Il figlio sospeso

E' un sedicenne come tanti altri, un bravo figlio, siamo tutti bravi figli per qualcuno, lui è un figlio in attesa; in attesa di vivere, di provare, di mettersi in gioco.
In attesa di decisioni che arrivano da altri, incapace di prenderne per sé, di scegliere una strada.
In attesa di conferme da chi gli vuole bene che non accetta perché ritiene di parte.
In attesa di trovare dentro sé la forza di capire cosa vuole essere.
E' in sospeso dalla vita, in balìa degli impegni altrui, incapace di inventarsene di propri, di prendere qualsiasi iniziativa.
E' in attesa di qualcosa che non sa neanche lui che lo faccia sentire autorizzato ad esporsi, ad esplorare, ad imparare cose nuove.
Ora parte per lavorare e starà via due mesi e forse tornerà diverso, maturo, con un' idea per il suo futuro.
Questo è il mio augurio: che possa tornare più forte e più sicuro.
Sarò in attesa anch'io; del suo ritorno, e come quella volta che l'ho atteso nove mesi, ho tagliato i capelli corti come mai prima, come un gesto scaramantico, portafortuna.
Come se tagliare via gli orpelli inutili aumentasse la forza, al contrario che nel mito di Sansone.
Lui partirà scontroso e suo malgrado e si troverà davanti un mondo nuovo, pieno di sole, colori e sconosciuti da cui trarrà timore e ispirazione sapendo che però comunque vada; l'amore della sua famiglia è dentro e intorno a lui.

Nessun commento:

Posta un commento