venerdì 27 marzo 2015

martedì 24 marzo 2015

Auguri, babbo

Auguri, babbo, primo uomo della mia vita, supereroe, maestro di tuffi e di arrampicate, che ci ha insegnato i valori più alti e ucciso tanti mostri sotto il letto con la stessa noncuranza, che ha sempre avuto voglia e tempo di portarci al mare ed in campagna trasmettendoci l'amore per le cose della natura e che ha sempre parole giuste per spiegare e rispiegare  e raccontare di sè e di noi e di come sia incredibilmente antico nei modi e giovane nei pensieri. Tu sei d'esempio per noi, con la tua integrità e fierezza, il tuo orgoglio, la tua passione per la famiglia, la tua ironia dissacrante delle avversità quotidiane. Uomo libero e coraggioso, che non ha mai avuto paura di mettersi alla prova  e di faticare
per sentirsi realizzato e per prendersi cura di noi e di mamma nel migliore dei modi.

domenica 8 marzo 2015

Bacio o caffè

Voglio un tuo bacio
non voglio il caffè,
lungo, appassionato
 che sappia di te
caldo, bollente,
da bruciare le labbra
come d'estate 
sul mare, la sabbia
dolce, nero
 corposo e profondo
come lo spazio 
che avvolge il mondo.
Lo voglio gustoso,
lo voglio macchiato
di sapori mescolati 
e rossetto sbavato,
voglio un tuo bacio,
non so perchè...
E non voglio saperlo,
mi basta aver te!
 

domenica 1 marzo 2015

Domenica pomeriggio

Domenica pigra, anche il sole sonnecchiava, sbucava dalle nuvole senza troppa convinzione, entrava dalla finestra lasciando sul pavimento una scia di lucentezza e calore che scaldava i piedi, scalzi, quando ci si camminava sopra. Lui l'aiutava a sparecchiare e a mettere a posto i piatti in un andirivieni tra il riflesso caldo, il pudore delle tende, il volume basso del televisore ed il profumo del caffè. Metteva a posto una pentola e le dava un bacio lieve, asciugava una posata e lei glielo dava indietro, inchinandosi poi maliziosamente per riporre le bottiglie nella cantinetta. Con leggerezza, senza intenzione, la domenica è pigra, non ama la fretta, l'ansia, i minuti contati. Erano ancora in pigiama, lui la barba un pò incolta, lei senza trucco, entrambi con un'aria di libertà fine, affatto trasandata. Lui la guardava senza parlare, con la sua semplicità e dolcezza riusciva a metterlo a suo agio e risvegliare il suo desiderio allo stesso tempo. Aveva voglia di fare l'amore, lentamente, a lungo, assaporando il suo corpo caldo ed accogliente...
 
Lei si girò, cogliendo il suo sguardo, leggendone il significato, e si appoggiò a sua volta al bancone della cucina, di fronte a lui, in esitante attesa, con aria indifferente.  Non voleva rendergli le cose facili, voleva essere conquistata, come una donna d'altri tempi, prolungando il gioco della seduzione.
Lui le si avvicinò e la baciò piano, con cura, senza urgenza, senza stringerla, posando le mani sul piano dietro di lei, che sentì salire il rossore al viso e aumentare i battiti. Lei gli prese il viso tra le mani, soffermandosi tra i peli della barba che le pizzicava le guance e le labbra e gli si strinse contro un pò di più. Sentiva crescere la sua eccitazione ed il bisogno di un maggior contatto di pelle, reciproco, immediato, irresistibile. Smise di pensare e di immaginare possibilità diverse perdendosi nella passione che ormai nessuno dei due riusciva più a trattenere, la pelle cercava la pelle, le mani scostavano gli abiti, gli occhi annebbiati e i respiri sempre più veloci indicavano che il gioco era finito e ora cominciava la vera comunicazione.