venerdì 18 maggio 2018

Basta saperlo

Quando siete felici
non importa che lo diciate
o che lo dissimuliate
o che, per scaramanzia,
lo neghiate.
E' sufficiente che lo sappiate.

martedì 8 maggio 2018

Restate, parole.

Dove siete, parole?
A cantare l'amore
a descrivere aiuole
a inventare rumore?

Dove siete, poesie?
A inventare magie
ad abbellire bugie
 aizzar malinconie?

Dove siete, racconti?
A girar boschi e monti
a cacciare bisonti
a nasconder le fonti?

Dove siete, proverbi?
A educare gli imberbi
a far sembrare più furbi
a sollevare diverbi?

Dove siete, canzoni?
A cullare garzoni
addolcir sensazioni
a crear relazioni?

Dove siete, dunque?
Restate, comunque,
se suscitate a chiunque
un'emozione qualunque.

giovedì 8 marzo 2018

Auguri a me

Ho comprato una torta per il mio compleanno, una tortina monoporzione, di quelle da far colazione.
Mio figlio non la vuole neanche assaggiare perché è la mia torta, per la mia festa, e mi canta "tanti auguri" come quando era piccolo. Ci metto su una candelina azzurra, solo quelle abbiamo in casa, chissà perché. Si spazientisce perché non mi viene in mente subito un desiderio e ci vogliono più di 30 secondi per fare la foto di rito.  Ride quando gli taglio una fetta minuscola di torta minuscola e si stupisce di quanto sia buona. Dice che poi ne porterà una fetta alla vicina come facciamo di solito quando la torta la cucino io e che quella che avanza la mangeremo l'indomani a colazione. Dopo "l'abbuffata" mi mostra dei video di flashmob musicali con strumenti da orchestra girati in tutto il mondo e si stupisce che io, sua antichissima madre, conosca già l'esistenza dei flashmob.
Auguri a me.

Di vento m'invento


 Si, vento, soffia!

Asciuga quei panni

disperdi i pensieri

nascondimi tra i capelli.

Così, vento, soffia!

Riprenditi il cielo

scacciando il grigiore

fai spazio al mio Lui: il sole.

Più forte, vento, soffia!

Porta aria pulita

e pelle irta gelata

occhi colmi di gioia bagnata.

Vento pretesto di umore molesto

che muta, lesto.

Incanto di vento, divento tormento

e nuova, m’invento.

domenica 18 febbraio 2018

Sono sempre qui.

Si, che ti facevi sentire
giorno e notte
e non si poteva dormire
per rilassarti eran lotte.
Sono qui, figlio, ti accolgo.
Niente pappa volevi sorbire
se non il mio latte
lunghe storie volevi sentire,
filastrocche, canzoni stonate.
Sono qui, figlio, ti nutro.
Tardi imparasti a gattonare
amavi star su, ritto
volevi farti accompagnare
tenendoti con un dito.
Sono qui, figlio, ti curo.
Conoscer gli amici di scuola
che bella scoperta!
E non per una volta sola
la nostra casa era aperta.
Sono qui, figlio, ti guardo.
Divenne uno strazio, studiare,
per te e per noi anche
la mente persa a fantasticare
la penna tra le dita, stanche.
Sono qui, figlio, ti aspetto.
L'amore che arriva improvviso
e i primi pensieri d'adulto
violenti come schiaffi sul viso
teneri come un virgulto.
Sono qui, figlio, ti ascolto.
Non importa quanti anni tu abbia
mamma c'è sempre per te
piena d'anni, d'amore o di rabbia
pronta a darti il meglio di sé.

mercoledì 7 febbraio 2018

Il primo giorno

E' stato amore.
Amore intenso, istantaneo.
Il primo sguardo; ansioso di conoscerti.
La pelle tesa a toccare la tua
a trovare un contatto,
ad avvolgerti tutto.
E il respiro pronto a sentire il tuo odore;
per impararlo a memoria,
 per riconoscerti al buio, 
per ritrovarti dovunque.
E' stato difficile il nostro primo incontro.
Faticoso.
Il tuo sguardo sfuggente
i tuoi bisogni più forti.
E' stato l'inizio di una storia d'amore
di quelle che sai che dureranno per sempre,
tormentate e idilliache.
Di quelle che sai già che qualunque cosa accada,
sarà lui il tuo primo pensiero.
Teso alla protezione, sempre, comunque, a ogni costo.
E' stato amore subito,
quando sei nato, figlio mio.

domenica 24 dicembre 2017

Incanto di ghiaccio

Chi mai avrà sparso per tutto il parco
 così tanti brillantini,
stanotte?
L'erba croccante
scricchiola e sente
ogni passo come quello d'un gigante.
In punta di piedi, ritorno
per fare piano
in un'alba che tra un pò è giorno.
I brillanti di ghiaccio
non vorrei rovinare
vado via lentamente,
 e taccio.
L'aria si riempie di riflessi pensosi
le mani in tasca,
il capo chino  
i respiri fumosi.
Mi muovo cosciente e tendo l'orecchio
 accendo i sensi per cogliere tutto
 i passi attenti a registrare ogni scrocchio.