sabato 26 settembre 2015
Sabato riposo!
Dunque, dopo aver spedito il figlio a scuola e aver accompagnato il cane ad espletare le sue funzioni fisiologiche, si torna a letto!
Si però al sabato ci sono tante altre persone che non lavorano, per esempio, quelli (uso il maschile perchè per la maggior parte si tratta di uomini) che aspettano questo giorno per utilizzare qualsiasi tipo di utensile purchè elettrico, quindi rumoroso!
C'è chi si cimenta con il tosaerba, per trasformarsi in moderni Attila, individuo, come è noto, ampiamente dotato di testosterone, e non si ferma fino a che ogni minimo ciuffo d'erba è della stessa lunghezza anche se per questo dovesse passarci e ripassarci sopra più volte...
C'è poi tutta una serie di individui che tira fuori l'aspirapolvere modello industriale che richiede un apposito allaccio di corrente elettrica per rendere asettica l'automobile a tal punto che ci si potrebbero compiere interventi chirurgici ma non si sogna nemmeno di riservare la stessa attenzione alla sua casa.
C'è poi chi usa il compressore per fare tutti quei lavoretti che al sabato mattina riempiono i garages di esperti costruttori meccanici e al pomeriggio i grandi centri commerciali di bricolage per acquistare nuovi attrezzi o le parti rovinate al mattino.
E non possiamo tralasciare gli esperti motociclisti (niente obiezioni, so che non è un motore elettrico ma è comunque rumoroso) che ogni sabato mattina devono fare la prova dei fumi di scarico, la revisione e le prove dei freni neanche dovessero superare i test dell' unione europea.
Naturalmente questi rumori sono molesti solo per chi non li provoca, pare anzi che l'utilizzo e quindi l'ascolto continuo sia come una sorta di meditazione trascendentale portatrice benefica di rilassamento totale dell'individuo.
Ho capito, mi alzo e attacco la lavatrice, e vediamo chi fa più rumore ora.
mercoledì 23 settembre 2015
Sincera dolcezza
non vuoi incantarmi
ti sento, sei vero.
Poche parole spontanee nette
nessuna illusione
promesse, mai dette.
Dietro le lenti nascondi i tuoi occhi
sembri lontano
e d'un tratto, mi tocchi.
Dolcezza improvvisa, non ho più fiato
teneri gesti
che non ho indovinato.
La frase sospesa, non dico più nulla
anche i pensieri
finiscono in bolla.
Le parole finte le lasci ai meschini
il nero del cielo
per star più vicini.
Mi vieni incontro aprendo le braccia
e del mondo intorno
non resta più traccia.
sabato 19 settembre 2015
Non è amore
domenica 13 settembre 2015
La noia non abita qui
Come sara' un festival della letteratura? Sara' uno di quegli eventi noiosi, pensati per appassionati, intellettuali, topi da biblioteca... Fatto sta che a Mantova, sotto i tendoni in piazza, bisogna sgomitare per poter entrare e la prima persona che riconosci e' Mauro Corona, che si puo' definire in tanti modi ma assolutamente non noioso anche per il suo modo di porsi. Perso un evento per via della coda lunghissima e di quei "noiosi" previdenti che acquistano i biglietti in anticipo da internet si prova a ripiegare su un incontro con una poetessa; questo, si, potrebbe essere pesante e soporifero. Invece ci si trova davanti ad una donna straordinaria, aperta, che ha a cuore problemi reali; la crisi, le grandi migrazioni, i cambiamenti climatici che stanno trasformando il nostro mondo. Un' insegnante che scrive poesie per passione ( e qui non sono riuscita a trattenere un inizio di processo di identificazione) solo poesie rifiutando proposte piu' remunerative quali critica letteraria e romanzi e trova il tempo di ritirare qua e la' nel mondo numerosi premi tra cui un Pulitzer. Ancora niente noia quindi, anzi la ricerca di una donna di svegliare e tenere presente a se stessi la coscienza civile di chi incontra in modo non semplice ed inusuale. Grande Jorie Graham e grandi gli altri scrittori, divulgatori, studiosi con una passione talmente grande da volerla trasmettere agli altri attraverso i libri riuscendo a solleticare l' immaginazione e a creare cultura, ora che ne abbiamo piu' che mai bisogno.
martedì 8 settembre 2015
Silenzioso torpore
mercoledì 26 agosto 2015
Chi fa la maestra
Sono dotate di svariate capacità pratiche e non solo, quali: pittura murale, tecniche di comunicazioni subliminali telefoniche, compilazione precisa ed esauriente di noiosissimi verbali, allestimento della scuola con pochissimi arredi e materiali e moltissima fantasia, movimentazione carichi da far invidia ai traslocatori, sostegno psicologico ai genitori, utilizzo più o meno corretto di apparecchi multimediali e attrezzi da ferramenta anche durante la presenza di numerosi bambini intorno. La cosa che colpisce maggiormente sono forse i loro superpoteri; la capacità di interessare e farsi ascoltare da un alto numero di individui sotto il metro d'altezza, di preparare impasti magici che riescono a catturare a lungo l'attenzione dei bambini, di curare tutte le ferite e i piccoli incidenti con il semplice tocco delle labbra o delle mani (capacità che hanno anche le mamme e i papà), di costruire con minimi materiali, dei contesti gioco degni di Disneyworld e di far sì che all' interno della sezione si rispettino semplici regole di convivenza civile che a volte vengono dimenticate anche dagli adulti. Nelle forniture delle maestre sono presenti grandi quantità di fazzoletti dal molteplice utilizzo che non si limita al classico soffiaggio del naso, bensì possono diventare dei giochi fantasiosi, travestimenti, oggetti di consolazione e suzione.
Di solito si è maestre fino al midollo, non c'è possibilità di scampo, si cerca di insegnare a tutti tutto ciò che si conosce, anche oltre la pensione.
Una maestra si porta sempre il lavoro a casa, non solo attività pratiche che non riesce a terminare a scuola, ma anche il pensiero e il dubbio di aver fatto tutto il possibile per ogni bambino, e in ogni luogo in cui si trova, osserva, progetta, ruba idee e raccoglie gli oggetti più disparati che possono servire di sicuro in sezione.
Ecco perchè poi ha bisogno di tante vacanze!
Certe volte arrivi ad un livello di stanchezza e delusione tali da non volerne più sapere dei bambini, da desiderare di andare a coltivare le rape in Siberia per non sentire più capricci e urla. E quando ti accorgi di non avere più energie e che pur di non entrare in classe preferiresti fare l'esattore per Equitalia, loro ti stupiscono con un comportamento eccellente. Allora il gruppo si muove come uno stormo, con armonia e complicità e la giornata fila liscia tra faccette dall'aria angelica e modi di fare pieni di affetto. Il livello di carica risale a scatti come quello del cellulare attaccato alla presa, non si sa come, non si sa cosa abbia scatenato il salto di crescita. E' una comunicazione di "pelle", loro, sanno esattamente dove è situato il punto di rottura oltre il quale la maestra comincia a redigere la lettera di licenziamento...
lunedì 17 agosto 2015
Una strada
una strada lunga, da esplorare
con tanti motivi sui quali sostare
sentir sotto i piedi le assi di legno
veder scarabei tracciare un disegno,
il blu del cielo aumenta lo sguardo
e il piacere di arrivare in ritardo
respiri profondi, infiniti silenzi
cespugli spinosi a deviare i venti
mirto, elicriso, profumo pungente
riempie i polmoni ubriaca la mente
infine arrivare non è così urgente
l'intima apertura a incontrare chiunque
rende il cammino appagante.