domenica 6 dicembre 2015

Regalo di Natale

Tutte le emozioni della giornata si riversano sul cuscino
che le rimugina per ore ed ore
o le sgroviglia in un sonno sano.
Ecco cosa vorrei per Natale; il tuo cuscino vicino al mio,
ogni notte, per accogliere i nostri pensieri e le emozioni vissute.
Un cuscino vicino per condividere i nostri sogni.
Quei sogni che abbiamo pudore di confessare anche a noi stessi
per quella strana, innaturale idea che sia meglio accontentarsi che desiderare di evolvere ancora.
Un cuscino da tirarci addosso con tutte le nostre forze per quelle volte che non saremo d'accordo, per ogni volta che io cercherò di convincerti della mia idea e tu proverai a resistere od il contrario.
Un cuscino da sistemare sotto i nostri corpi quando faremo l'amore, lentamente o con urgenza, come se fosse l'unico modo di comunicare tra noi.
Un cuscino per asciugare le lacrime dei nostri momenti grigi
quando sarà la tenerezza di un abbraccio a ridefinire gli equilibri.
Un cuscino su cui ritrovare i nostri profumi mischiati insieme
a formare un'idea di forte appartenenza.
Un cuscino che ascolti i nostri desideri quotidiani senza portarci a ripiegare
su scelte di comodo per salvare le apparenze. Quando tu avrai voglia di carne,
 io cucinerò l'arrosto anzichè un sano e magro petto di pollo e
quando io avrò voglia di una nuova camicia da notte,
 tu non tornerai a casa con il primo pigiama trovato in negozio.
Un cuscino che accolga le nostre risate
quando avremo voglia di giocare come bambini.
Ecco vorrei solo un cuscino così per questo Natale,
non è chieder troppo, sarà un amore di cuscino
o meglio
due cuscini vicini pieni d'amore.

sabato 14 novembre 2015

#Paris

Dopo l'attentato di ieri sera, la prima sensazione è di annichilimento completo e di pena, poi sale la rabbia, cieca e sorda e magari malriposta, poi sento e leggo i commenti in rete e al telegiornale, e lentamente si diffonde la proposta di non parlarne, di dimenticare per rispetto dei morti. Ora io credo che se fosse capitato a me, non vorrei che non se ne parlasse e si dimenticasse subito questa faccenda, per timore di turbare qualcuno e per ritornare alla propria vita e per evitare le strumentalizzazioni dei politici estremisti (stesso termine che designa una parte di mondo islamico). Io vorrei invece che se  ne parlasse fino allo sfinimento, per cercare di comprendere e fare in modo che non succeda mai più, perchè mi hanno insegnato che i problemi si risolvono con il dialogo, non con le azioni di rappresaglia e violenze, il dialogo può essere più o meno animato ma il linguaggio è il modo che abbiamo per formare il nostro cervello. La rabbia non va trattenuta ma incanalata anche in un semplice messaggio se siamo persone comuni. Se c'è una cosa che ci invidiano, è proprio la libertà; di parola, di espressione, di pensiero, non potrei mai desiderare che mi si nasconda qualcosa per evitare di essere "influenzata", e mi offenderei terribilmente se tutti sottovalutessero a tal punto la mia capacità di pensare in modo autonomo da desiderare di evitare il dialogo.
 I morti si ricordano, è quello che facciamo da sempre.

venerdì 13 novembre 2015

Persona triste


Da te vorrei tutto 
ma nulla hai da dare
il tuo cuore patisce 
la fatica di crescere.
Tu non ami te stesso
come puoi amare altri? 
Non riesci a godere di quanto hai intorno
il sole, gli amici, la grande famiglia
per te tutto è scontato, 
come fosse dovuto
come se in vita tua avessi mai faticato
ogni colpa attribuisci a chi ti ha generato
potresti risplendere, 
preferisci rimpiangere
affetti mancati e mancate attenzioni
partenze sbagliate, altre strade e occasioni
che stile penoso di non amare la vita.


mercoledì 4 novembre 2015

Storia senza parole

Raccontami una storia
con il tuo corpo 
senza parole
fatta di movimenti 
 pause, espressioni del viso
così che possa capire 
che storia vuoi rivelare.
Una piccola parte di te che 
a parole non puoi spiegare
non mi deve piacer l'argomento
voglio solo che tu ti racconti
non sei solo nel ricordare
sciogli e libera ogni frammento
anima, carne, cuore
ciascuno, degli altri
ha lo stesso valore.
Non si può fingere 
nel recitare.

lunedì 2 novembre 2015

Ciao Giuseppe

Un funerale di lunedì mattina, salutare una persona cara di lunedì prima di andare al lavoro, sapendo che quella persona al lavoro non la troverai più, non ci saranno più parole di incoraggiamento e sostegno e sfida a fare sempre meglio. Giuseppe, prima che insegnante eri sopratutto una persona di cuore da cui imparare non solo nozioni ma atteggiamenti di apertura ed accoglienza. Non sentiremo più i tuoi racconti di paesi lontani e poverissimi dove la scuola come la intendiamo noi è un'utopia eppure raccoglievi le nostre lamentele come se fossero importantissime e ci riportavi sempre al "pezzo", perchè avremmo dovuto continuare a fare il massimo senza badare a quello che cambiava (in peggio) intorno a noi, per pure questioni economiche. La chiesa era fredda, nonostante fosse piena di gente, ma la tua bara era calda come il tuo modo di essere. Scappare in lacrime per correre al lavoro era l'ultima cosa che avrei voluto fare, salutare le faccette sorridenti dei bambini che chiedevano mille cose... Ma tu ci hai sempre insegnato che la cosa più importante era proprio ascoltare loro; i bambini, e forse ti farà piacere sapere che quello che hai insegnato con tanta passione viene ricordato ogni giorno. Grazie di tutto

sabato 24 ottobre 2015

Goccia di pioggia

Il sole non riesce a svelarsi, oggi
piove piano, di continuo
l'acqua riempie la strada, il prato, i muri 
non scivola via
sembra che voglia restare per sempre.
Una piccola goccia 
si aggrappa al cancello
 trattenuta dal solco della ruggine,
prova a resistere 
agli affondi delle sue sorelle 
che un po' la spingono 
un po' la nutrono.
Il cuore si colma di tristezza
che respira attorno.
L'aria umida
più fredda dentro i polmoni, 
riempie il petto 
il bordo degli occhi
è pioggia che arriva ovunque
è autunno che invita al pensiero 
e all'arrendevolezza.

giovedì 15 ottobre 2015

Bye bye colore

Bella abbronzatura
ormai dimenticata
non ti serbo rancore
anche se mi hai lasciata
una spenta sfumatura
verde oliva sul viso
che potrò tenere acceso
solo con il sorriso.