Cerco belle parole da mettere insieme e da leggere intanto che vivo...
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lunedì 5 aprile 2021
mercoledì 8 maggio 2019
Panchine per single
Hanno già inventato le panchine per i single? Voglio dire, panchine dedicate, riservate, dove si siede chi ha voglia di conoscere qualcuno. Non una panchina per leggere o per riposarsi, come le solite panchine, ma un vero e proprio invito alla socializzazione, con un obiettivo dichiarato; chi vi si accomoda ha lo spirito giusto per incontrare l'amore della propria vita, o della prossima storia. Potrebbe funzionare, ci vorrebbe una panchina per single in ogni piazza, in ogni paese, in ogni città, per far incontrare tutti i single anche solo per una chiacchierata al sole. E' così difficile, al giorno d'oggi, socializzare con persone al di fuori della propria cerchia di conoscenze, e fidarsi degli estranei, senza referenze di sorta. Si potrebbe avviare un'attività: "affittasi panchine per single", tutte a cuoricini, chissà quanti nuovi amori a primavera. Ci sarebbe tanto lavoro per i produttori di panchine, e per i decoratori, e per i pubblicitari che avrebbero il loro bel daffare con la campagna d'informazione di questa nuova meravigliosa possibilità offerta ai cittadini. Altro che social virtuali, altro che appuntamenti al buio, sarebbe sufficiente passeggiare davanti alla panchina con aria indifferente, e sedervisi solo qualora ci fosse seduto qualcuno di interessante. Sarebbe bellissimo spiegare ai ragazzini il loro funzionamento, sentire le risatine e i commenti che produrrebbero. Molti di loro potrebbero decidere, di diventare, da grandi, produttori di panchine per single, e ci sarebbe una gran concorrenza a produrre le panchine più romantiche, più ammiccanti, più adatte a risvegliare desideri d'amore. Ci sarebbero veri e propri artisti della panchina, artigiani, fabbri e falegnami, pittori e giardinieri per le aiuole adiacenti, insomma, un mucchio di indotto per risollevare l'economia. I negozi del centro vorrebbero avere delle panchine dedicate, organizzerebbero eventi sponsorizzati, e avrebbero un bel ritorno pubblicitario. Bene, l'idea iniziale c'è, ora non resta che realizzarla.
Ispiriamoci e partite.
Ispiriamoci e partite.
lunedì 11 luglio 2016
Pace e tempesta
Tu pensi che io ti stia aspettando in questa calda domenica d'estate mentre svolgo lentamente le faccende di casa per darle un'impronta di freschezza.
Credi che ti aspetti mentre, tra un lavoro e l'altro, do un'occhiata al telefono per leggere un tuo eventuale messaggio, per trovare un fugace saluto.
Credi che pensi solo a te mentre, distesa sul letto a leggere un libro, mi immergo nella storia cercando di trovare sensazioni provate con te, inutilmente, perché questo è un thriller ed il nostro modo di stare insieme è improntato alla gioia.
Riscoprirmi con le labbra secche e stendervi subito un velo di burro di cacao è istintivo, ma non lo faccio per te, per rendere le mie labbra più morbide ai tuoi baci, stasera; quando saremo insieme.
Come staremo stasera?
E' sempre una sorpresa, è sempre una scoperta...
Avremo voglia di parlare di noi? Avremo voglia di raccontarci la nostra giornata?
Avremo voglia di toccarci lievemente, durante la cena, come per affermare il nostro desiderio? Avremo voglia di ritrovarci soli, nudi, con questo caldo?
Avremo voglia di dirci quelle parole d'amore che ancora non chiamiamo così, che ancora non osiamo definire, per paura di bruciare i tempi e rovinare tutto?
Ho preparato per cena, la verdura è pulita, la frutta è in fresco,
ho già in mente come disporre la tavola, ho steso la focaccia con cura,
sta lievitando dolcemente, come l'attesa (di te?) e la voglia di vederti.
Niente mi fa sentire femminile come l'attesa.
Altre volte ho atteso qualcuno con un'ansia che mi rodeva dentro, attendere te ha un altro sapore; un gioioso sapore d'intimità, come se non ci fosse nulla di più giusto, finalmente.
L'unica tensione è stare bene insieme, entrambi, sembra una cosa così scontata e invece è così nuova e allo stesso tempo semplice, semplice come tutte le cose che abbiamo fatto insieme, e le altre cose che sono diventate nuove proprio perché fatte insieme.
Sei pace nell'anima, sei tempesta nei sensi, forse è vero che stavo pensando a te.
Credi che ti aspetti mentre, tra un lavoro e l'altro, do un'occhiata al telefono per leggere un tuo eventuale messaggio, per trovare un fugace saluto.
Credi che pensi solo a te mentre, distesa sul letto a leggere un libro, mi immergo nella storia cercando di trovare sensazioni provate con te, inutilmente, perché questo è un thriller ed il nostro modo di stare insieme è improntato alla gioia.
Riscoprirmi con le labbra secche e stendervi subito un velo di burro di cacao è istintivo, ma non lo faccio per te, per rendere le mie labbra più morbide ai tuoi baci, stasera; quando saremo insieme.
Come staremo stasera?
E' sempre una sorpresa, è sempre una scoperta...
Avremo voglia di parlare di noi? Avremo voglia di raccontarci la nostra giornata?
Avremo voglia di toccarci lievemente, durante la cena, come per affermare il nostro desiderio? Avremo voglia di ritrovarci soli, nudi, con questo caldo?
Avremo voglia di dirci quelle parole d'amore che ancora non chiamiamo così, che ancora non osiamo definire, per paura di bruciare i tempi e rovinare tutto?
Ho preparato per cena, la verdura è pulita, la frutta è in fresco,
ho già in mente come disporre la tavola, ho steso la focaccia con cura,
sta lievitando dolcemente, come l'attesa (di te?) e la voglia di vederti.
Niente mi fa sentire femminile come l'attesa.
Altre volte ho atteso qualcuno con un'ansia che mi rodeva dentro, attendere te ha un altro sapore; un gioioso sapore d'intimità, come se non ci fosse nulla di più giusto, finalmente.
L'unica tensione è stare bene insieme, entrambi, sembra una cosa così scontata e invece è così nuova e allo stesso tempo semplice, semplice come tutte le cose che abbiamo fatto insieme, e le altre cose che sono diventate nuove proprio perché fatte insieme.
Sei pace nell'anima, sei tempesta nei sensi, forse è vero che stavo pensando a te.
sabato 12 marzo 2016
Di un tempo
Di quando io correvo avanti a te senza aspettarti, fermandomi solo per bere
e tu mi raggiungevi e mi baciavi.
Di quando io cucinavo per noi, e tu non smettevi di parlare e di raccontarti,
inebriandoti degli odori che riempivano la cucina.
Di quando tu guardavi la partita sul divano, ed io accanto a te leggevo, e ad ogni tua esultanza
ti guardavo con affetto, sollevando appena un sopracciglio per rivelarti una lieve condiscendenza
e sufficienza.
Di quando tu leggevi ed io ti passavo accanto, vestita sempre meno,
per vedere se te ne accorgevi.
Di quando camminavamo inquieti, a lungo, per scoprire nuovi posti, per rivedere luoghi amati,
per vedere se insieme avremmo potuto amarli di più.
Di quando parlavamo per ore, sotto al piumone, di traverso sul letto,
per guardare fuori, il temporale.
Di quando, dormendo abbracciati, ci sognavamo per poter stare insieme
anche addormentati.
Di un tempo che c'era o che ci sarà.
Di un tempo.
e tu mi raggiungevi e mi baciavi.
Di quando io cucinavo per noi, e tu non smettevi di parlare e di raccontarti,
inebriandoti degli odori che riempivano la cucina.
Di quando tu guardavi la partita sul divano, ed io accanto a te leggevo, e ad ogni tua esultanza
ti guardavo con affetto, sollevando appena un sopracciglio per rivelarti una lieve condiscendenza
e sufficienza.
Di quando tu leggevi ed io ti passavo accanto, vestita sempre meno,
per vedere se te ne accorgevi.
Di quando camminavamo inquieti, a lungo, per scoprire nuovi posti, per rivedere luoghi amati,
per vedere se insieme avremmo potuto amarli di più.
Di quando parlavamo per ore, sotto al piumone, di traverso sul letto,
per guardare fuori, il temporale.
Di quando, dormendo abbracciati, ci sognavamo per poter stare insieme
anche addormentati.
Di un tempo che c'era o che ci sarà.
Di un tempo.
venerdì 29 gennaio 2016
Sogno
- Ho fatto un sogno-
- Cosa?-
- Ho sognato di fare la maestra-
- Tu fai la maestra-
- Si, è vero, ma ho fatto anche un altro sogno-
- Racconta...-
- Ho sognato di vivere su una barca, grande, bellissima, piena di libri, per tutta la vita. Girare il mondo fermandomi ogni tanto per visitare ogni luogo, ogni paese, ogni bosco, ogni radura. Scenderei a terra per curiosità, per comprare da mangiare, per parlare con le persone. Mi lascerei affascinare dai luoghi che intravedo dalla costa, dalla loro storia, dalle leggende più lontane. Dovrei sapere tanto di ogni luogo; i modi di fare e di vivere e avere denaro in valute diverse. Dovrei leggere qualcosa di ogni posto che andrei a visitare e per me non sarebbe affatto faticoso...
Saprei in anticipo come dovrei vestirmi e farei apposta a trovare abiti e accessori adatti e spesso mi travestirei volentieri, da uomo, per non attirare l'attenzione.-
- Sarebbe bello ma non potresti più fare la maestra e ci vorrebbero tanti soldi.-
- Si, ci vorrebbe un lavoro ben retribuito, da poter fare ovunque, quindi ho pensato di fare la scrittrice; sarebbe una diretta conseguenza della mia passione per la lettura...
Scrivere durante la navigazione è la cosa più naturale; il dondolio e il rollio sulle onde cullano i pensieri e le ispirazioni, l'umidità salata stimola i sensi e l'istinto di sopravvivenza, potrei scrivere avventure, storie di viaggio che intrecciano realtà ed immaginazione piene di sensazioni quasi tangibili...-
- Per guadagnare tanto dovresti diventare famosa.-
- Non mi interessa guadagnare tanto e tantomeno diventare famosa, vorrei solo guadagnare abbastanza da vivere sulla mia barca, sempre in movimento, fermarmi talvolta solo per il desiderio di correre su un prato, accarezzare l'erba, ascoltare la voce del bosco, cose così, che ti rimettono in pace e non si pagano. A volte invece avrei voglia di vedere facce nuove, diverse da quelle dei soliti marinai e allora scenderemmo tutti a terra e andremmo al mercato o ad una festa a respirare calore umano e a metterci alla prova per stile di approccio e di conversazione.
Ho fatto un sogno, anzi due, uno l'ho realizzato; sono a metà strada.-
domenica 6 dicembre 2015
Regalo di Natale
Tutte le emozioni della giornata si riversano sul cuscino
che le rimugina per ore ed ore
o le sgroviglia in un sonno sano.
Ecco cosa vorrei per Natale; il tuo cuscino vicino al mio,
ogni notte, per accogliere i nostri pensieri e le emozioni vissute.
Un cuscino vicino per condividere i nostri sogni.
Quei sogni che abbiamo pudore di confessare anche a noi stessi
per quella strana, innaturale idea che sia meglio accontentarsi che desiderare di evolvere ancora.
Un cuscino da tirarci addosso con tutte le nostre forze per quelle volte che non saremo d'accordo, per ogni volta che io cercherò di convincerti della mia idea e tu proverai a resistere od il contrario.
Un cuscino da sistemare sotto i nostri corpi quando faremo l'amore, lentamente o con urgenza, come se fosse l'unico modo di comunicare tra noi.
Un cuscino per asciugare le lacrime dei nostri momenti grigi
quando sarà la tenerezza di un abbraccio a ridefinire gli equilibri.
Un cuscino su cui ritrovare i nostri profumi mischiati insieme
a formare un'idea di forte appartenenza.
Un cuscino che ascolti i nostri desideri quotidiani senza portarci a ripiegare
su scelte di comodo per salvare le apparenze. Quando tu avrai voglia di carne,
io cucinerò l'arrosto anzichè un sano e magro petto di pollo e
quando io avrò voglia di una nuova camicia da notte,
tu non tornerai a casa con il primo pigiama trovato in negozio.
Un cuscino che accolga le nostre risate
quando avremo voglia di giocare come bambini.
Ecco vorrei solo un cuscino così per questo Natale,
non è chieder troppo, sarà un amore di cuscino
o meglio
due cuscini vicini pieni d'amore.
che le rimugina per ore ed ore
o le sgroviglia in un sonno sano.
Ecco cosa vorrei per Natale; il tuo cuscino vicino al mio,
ogni notte, per accogliere i nostri pensieri e le emozioni vissute.
Un cuscino vicino per condividere i nostri sogni.
Quei sogni che abbiamo pudore di confessare anche a noi stessi
per quella strana, innaturale idea che sia meglio accontentarsi che desiderare di evolvere ancora.
Un cuscino da tirarci addosso con tutte le nostre forze per quelle volte che non saremo d'accordo, per ogni volta che io cercherò di convincerti della mia idea e tu proverai a resistere od il contrario.
Un cuscino da sistemare sotto i nostri corpi quando faremo l'amore, lentamente o con urgenza, come se fosse l'unico modo di comunicare tra noi.
Un cuscino per asciugare le lacrime dei nostri momenti grigi
quando sarà la tenerezza di un abbraccio a ridefinire gli equilibri.
Un cuscino su cui ritrovare i nostri profumi mischiati insieme
a formare un'idea di forte appartenenza.
Un cuscino che ascolti i nostri desideri quotidiani senza portarci a ripiegare
su scelte di comodo per salvare le apparenze. Quando tu avrai voglia di carne,
io cucinerò l'arrosto anzichè un sano e magro petto di pollo e
quando io avrò voglia di una nuova camicia da notte,
tu non tornerai a casa con il primo pigiama trovato in negozio.
Un cuscino che accolga le nostre risate
quando avremo voglia di giocare come bambini.
Ecco vorrei solo un cuscino così per questo Natale,
non è chieder troppo, sarà un amore di cuscino
o meglio
due cuscini vicini pieni d'amore.
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