giovedì 17 settembre 2020
Alieni a scuola
giovedì 13 agosto 2020
Promessa di matrimonio
Quel
giorno ti ho incontrato alla stazione
come
una nuvola arrivata all’improvviso
non
si sa bene da quale direzione
e
porta alla penombra tutto il viso
ma
tu non porti ombre, amore mio
solo
risate e sorrisi a tutto spiano
e
io che stavo bene tra me e io,
mai avrei creduto di darti la mia mano.
Forse
non lo sapevi neanche tu
che
sarebbe continuata questa storia
anche
se da Milano facevi su e giù
solo
per rinfrescarci la memoria.
Io
sarda a Parma e tu toscano
un
bel miscuglio di sapori e gusti
a
chiacchierar del sacro e del profano
con
un rispetto da accontentare i giusti.
Allora
abbiam capito finalmente
che
questa cosa che ci tiene insieme
e
che all’inizio non sembrava niente
è
germogliata piano, come un seme
e ora
che a nozze siamo a convolare
ti
dico che per sempre può bastare.
mercoledì 22 luglio 2020
Preghiera
martedì 14 aprile 2020
La pandemia è solo una fase
Siamo ancora in salita, non si vede nessuno sbocco di libertà, nessuna prospettiva di apertura, nessuna idea veramente costruttiva da parte del governo. Le persone continuano a morire e a finire in ospedale e quelli che stanno peggio sono proprio gli operatori, medici, infermieri e altre professionalità che vi girano attorno.
Come reagire a questa tragedia?
Lamentandosi, lamentandosi di chi si lamenta, imprecando semplicemente?
Esco spesso con il cane per passeggiate regimentate come distanza, e ho dovuto accontentarmi della via anziché del parco, per ordinanza del sindaco che ritiene ci si assembri di più nel verde piuttosto che davanti a casa. Domani scendo e disperdo tutte le zanzare, e anche le formiche volanti, e se arrivano i vigili gli dico che stavo evitando gli assembramenti.
Il terzo lunedì di quarantena mi sveglio e mi rendo conto che è il primo giorno che non sento di avere le lacrime pronte a sbordare. Mi illudo che andrà tutto bene e che finirà presto ma i dati continuano ad essere preoccupanti.
Ogni sera la protezione civile fa questo giochino macabro, la lettura dei numeri dei nuovi contagi e dei nuovi morti, all'inizio tralascia proprio le guarigioni perché non fanno notizia. Smetto di seguirli dopo i primi giorni perché mi rendo conto che quelle conferenze stampa aumentano l'angoscia, approfitto di quell'orario per portare fuori il cane, immagino che siano tutti davanti alla tv e non dietro i vetri a spiare chi esce.
Mio zio che stava a Milano muore, contagiato nel circolo dei vecchietti che frequentava alla sera, c'è stata una strage in quel circolo.
Mio figlio mi fa notare che guardo troppi telegiornali e che parlano solo della pandemia e che ormai se lo sogna anche di notte, il telegiornale.
Il mio compagno è bloccato in città perché lui continua ad andare in ufficio, per fortuna abbiamo le videochiamate così continuiamo a vederci. Salutarci quella sera è stato tremendo, sapevamo che non ci saremmo più visti per chissà quanti giorni, è stata quella la cosa più dura, staccarsi da lui brutalmente, senza prospettive, senza un appuntamento futuro.
Nei momenti di forte dolore pare che ci siano delle fasi da attraversare, la negazione, la rabbia, l'angoscia, l'accettazione, che è l'inizio della guarigione. Ecco io mi sento in questa fase ora, anche se mal sopporto la parola "accettazione", mi fa pensare a una sconfitta, alla disfatta della volontà.
Come si fa ad accettare questa tragedia mondiale?
giovedì 12 marzo 2020
#Decamerhome
Ah.
Giorno 10
E' ora di dire basta a tutti questi assembramenti, di forze dell'ordine
lunedì 9 marzo 2020
La scuola ai tempi del #covid19
Ti sento
Sa di carezze

