domenica 24 gennaio 2021

Se sai essere animale

Amo la tua bocca che mi bacia piano

amo la tua mano che così dolce mi tocca.

Amo il tuo respiro che mi scalda la pelle

volo sulle stelle e dall'alto ti ammiro.

Amo le tue braccia che mi stringono forte

ti faccio la corte e perdo la faccia.

Amo la tua pelle che mi chiama vicino

crollo sul cuscino e mi volto, ribelle.

Amo respirarti con tutti i miei pori

tu mi porti fuori senza uscire dalle parti.

Amo le tue cosce da stringere forte

neanche la sorte più grazia conosce.

Amo il tuo piacere che esplode trionfale

è l'essere animale glorifica il godere.

venerdì 27 novembre 2020

Verde di nozze

 Un po' di verde per assomigliarti e un po' di giallo per illuminare.

Verde era il negozio della parrucchiera, con pareti tinta unita e inserti a mosaico in diverse gradazioni. La parrucchiera, mia omonima e coetanea, ha accolto con pazienza le mie richieste di un'acconciatura tutta raccolta nonostante avessi i capelli corti, poi si è vendicata sparandomi addosso tutta la bomboletta di lacca per farla stare in forma per tutto il giorno. Verde il fiocco che ornava i miei capelli, al quale abbiamo aggiunto un po' dei brillantini che illuminavano la mia treccia. Verde era anche il laboratorio dell'estetista, con piccoli pezzi di arredo classico in legno scuro e particolari e bordature in arancio, che è uno dei miei colori preferiti. Il trucco ha fatto miracoli sulla mia pelle olivastra (verde) e ha aggiunto un'aria luminosa al mio viso, in mancanza del sole. Il resto doveva farlo la stola; gialla con bagliori dorati appena percettibili.

Verde era il mio vestito, morbido, lungo fino ai piedi, scelto così per essere in armonia con il luogo in cui ci saremmo sposati e perché è il colore preferito di mio marito e dei suoi occhi curiosi. Il mio amore ha negli occhi il verde del bosco e il gorgoglio di una cascatella di torrente nella risata sempre pronta.

Il bosco ci ha accolti con tutte le tonalità di verde che aveva a disposizione di quel giugno lunatico e piovoso. e con tutta la poesia di cui è inconsapevole ispiratore e maestro.

Anche la camera da letto dell'albergo del viaggio di nozze era verde, e i fondali meno profondi del mare che ci ha ossigenati e la campagna tutta, che scorreva dal finestrino del nostro viaggio bellissimo, in una Sardegna fuori stagione. 

sabato 10 ottobre 2020

Ispirato esperimento

Ma di preciso,
di sperato, 
disparato disperato
si vive?
O se ci si spara
e si aspira, 
e si spera, 
di prendere il punto preciso
poi si spira?
Inafferrabile spirito. 

giovedì 8 ottobre 2020

L'omino grigio

 Devo assolutamente raccontarvi l'incontro straordinario che ho avuto questa mattina con un personaggio particolare. Si tratta di un omino, piccolo e a prima vista insignificante, ma che in realtà, ha un compito e una ragione di vita davvero considerevoli e gratificanti per lui.

 Mi ci sono imbattuta per caso, come spesso succede per gli eventi che poi riconosciamo importanti solo dopo diverso tempo e diverse rimuginazioni. Era un tipo piuttosto ordinario, quasi grigio, silenzioso e noncurante di ciò che gli accadeva intorno, perfettamente concentrato sul compito che doveva portare a termine. 

L'omino era intento a cercare delle cose che spesso si rivelavano negli angoli più bui e nascosti di quel luogo. Non portava con sé alcun tipo di contenitore, ne faceva un mucchietto ben equilibrato e lo reggeva con grazia e leggerezza come fosse senza peso. Raccattava qualcosa vicino, qualcosa un pò più lontano e il suo mucchietto cresceva. A volte si imbatteva in una corrente d'aria che gli faceva perdere l'equilibrio.

Lui di equilibrio ne aveva parecchio rispetto alla quantità di roba che riusciva ad ammucchiare. La corrente, dicevo, gli spostava il carico e quindi il baricentro e lui ondeggiava vistosamente rischiando di cadere e di perdere ogni volta tutto il suo "tesoro".

C'è da dire che non si perdeva d'animo. Quando gli succedeva di perdere tutto, e gli succedeva spesso, per quanto ho avuto modo di osservare, lui ricominciava da capo a raccogliere ogni pezzo, senza brontolare, senza lamentarsi mai. Come se fosse nato per fare proprio quel lavoro e nessun altro al mondo e non gli sembrasse inutile ricominciare ogni volta. 

Avrei potuto maledire io, per lui, la corrente d'aria, ma mi sembrava poco nobile lamentare per procura di un fatto che l'omino pareva accogliere con rassegnata e dolce accettazione. Insomma, bene o male, piano piano il mucchio cresceva e si arricchiva di elementi nuovi; spesso simili, neri nerissimi corti e duri, bruni ricciuti attorcigliati in spirali concentriche, grigi soffici e volatili e altri, indecifrabili, di forma irregolare.

Provai a parlargli e a comunicare con lui, come si fa di solito nei piccoli paesi (ormai in città non usa più) con un sorriso e un cenno di saluto ma quello parve  non accorgersi nemmeno della mia presenza. Provai a salutarlo a voce alta ma neanche allora si voltò dalla mia parte, forse non mi aveva udito.

Era troppo intento nella sua interessantissima ricerca. Ogni volta che trovava qualcosa si chinava ad osservare e poi raccogliere il tesoro. Cercava sempre di incastrare il nuovo pezzo nel modo migliore perchè non cascasse e perchè si amalgamasse piacevolmente con gli altri pezzi e con l'intero carico. Aveva un talento istintivo per lo stivaggio armonico dei vari pezzi tra loro.

A veder da lontano quel mucchio sembrava una nuvola, non quelle nuvole carine soffici e bianche, ma quelle da cui ti aspetteresti un temporale da un istante all'altro. Ecco, potrei definire quell'omino come il genio della nuvola o il governatore delle tempeste.

Decisi comunque di non farmi spaventare da questa nuova impressione e di avvicinarmi ancora di più per osservarlo da vicino. Lo seguii nei suoi spostamenti continui, alla fine mi ritrovai distesa per terra, sulle assi di legno del pavimento, con la testa ficcata sotto al letto.

E lì, finalmente, compresi cosa faceva quell'omino provando e riprovando a raccogliere qua e là; peli, capelli e pulviscoli vari e briciole di ogni sorta. E compresi anche che il suo non era un raccogliere per accumulare o per custodire ma solo per spostare e nascondere quella quantità di materiale che chiamiamo polvere.

Lui la prendeva, la portava, la spostava da ogni parte seguendo la corrente proprio come fanno le nuvole in cielo o gli oggetti nel mare. Cercava di muoverla e portarla nei punti più nascosti, più tranquilli, in modo che noi non ci accorgessimo della sua presenza. Forse lui non sa che noi ne siamo i maggiori produttori e che tutta la nostra esistenza non è altro che una lunga, continua, incessante produzione e mutazione di cellule e tentativo di pulizia ed eliminazione delle stesse. Ora che l'ho incontrato cercherò di fare attenzione quando devo passare l'aspirapolvere e lo straccio, chissà quanti omini della polvere ho imprigionato e affogato nella mia carriera di donnina di casa. 

Ecco, signori, io ho avuto l'onore di incontrare l'omino della polvere.

mercoledì 7 ottobre 2020

Dialogo tra sordi

 Chi sei, che vuoi,

da dove arrivi

tu che mi trafiggi?

Ero tranquillo, con gli altri in apnea

silenzio intorno e il peso addosso

e sotto, dei miei pari.

Cos'è quest'attacco violento

questa punta urticante

che viola il mio bianco

mi invade, mi sporca

senza permesso

senza avvisare

né la presenza far presagire?

Sono una penna per tuo piacere

sono strumento di cura e parole

segno, non scavo la fibra che offri

foglio di carta, sei nato per me

o, io, per tua affermazione.

Porto un messaggio di forme e svolazzi

mettiti calmo e lasciati andare 

il mio mestiere è dare piacere

a chi mi adopera con attenzione

esplicitando pensieri interiori

e grazie a te, foglio, pare magia

apriamo la mente e l'anima umana

sono una penna, lasciami fare.


giovedì 17 settembre 2020

Alieni a scuola

Polvere di stella, briciole di luna
Mork vi augura buona fortuna
a voi tutti all'asilo, pieno di amici
che giocano insieme curiosi e felici. 
Io vi guardo con l'astrovisore
vi vedo giocare a tutte le ore
devo aggiustare il mio razzo spaziale
e forse un giorno venirvi a trovare 
ora vi mando un abbraccio rotondo 
che stringa tutto il vostro bel mondo. 

giovedì 13 agosto 2020

Promessa di matrimonio

 


Quel giorno ti ho incontrato alla stazione

come una nuvola arrivata all’improvviso

non si sa bene da quale direzione

e porta alla penombra tutto il viso

ma tu non porti ombre, amore mio

solo risate e sorrisi a tutto spiano

e io che stavo bene tra me e io,

 mai avrei creduto di darti la mia mano.

Forse non lo sapevi neanche tu

che sarebbe continuata questa storia

anche se da Milano facevi su e giù

solo per rinfrescarci la memoria.

Io sarda a Parma e tu toscano

un bel miscuglio di sapori e gusti

a chiacchierar del sacro e del profano

con un rispetto da accontentare i giusti.

Allora abbiam capito finalmente

che questa cosa che ci tiene insieme

e che all’inizio non sembrava niente

è germogliata piano, come un seme

e ora che a nozze siamo a convolare

ti dico che per sempre può bastare.