giovedì 13 aprile 2017

La vita in città è semplice

Bene, dopo solo tre giri dell'isolato sono riuscita a trovare un parcheggio, si due euro mi pare tanto ma ho ben due ore, dovrei riuscire a prenotare quella visita che vorrei fare da tempo anche se la sala d'attesa dell'ospedale fosse piena di vecchietti.
Incredibilmente faccio appena in tempo a rispondere a due messaggi che tocca a me e mi avvicino allo sportello con la prenotazione in mano e la trepidazione per quest'appuntamento che bramo come se dovessi incontrare un principe delle fiabe.  Si perché questa visita avrei dovuto farla a novembre, l'avevo già prenotata da mesi, ma per problemi familiari ho dovuto disdirla e voi non ci crederete ma certe visite si possono disdire ma non spostare o prenotare telefonicamente, forse il computer della Ausl funziona a senso unico! Spingo nella finestrella dell'impiegato il mio plico di fogli, (chissà perché scrivono solo due righe per pagina) e gli regalo il mio sguardo più languido e un doppio battito di ciglia che avrebbe steso qualsiasi barista o commesso. Ma lui non si lascia per nulla impressionare, si vede che i burocrati fanno dei corsi di resistenza appositi e mi fa capire che la mia prenotazione è troppo vecchia per procedere a prendere un appuntamento. Senza perdere l'aria da miss "fanciulla bisognosa quasi in pericolo" gli rispondo che avevo già un appuntamento che ho dovuto cancellare, cosa che ho fatto nei tempi dovuti e che fa di me un' esempio di etica quasi inarrivabile. Il gentile impiegato ne riconosce il valore ma questo mio gesto degno di onore e gloria nei secoli dei secoli ha fatto decadere la validità della mia prenotazione. Però per scrupolo, decide di chiamare la sua dirigente, dottoressa G. (non in medicina, suppongo, credo più in complicazione delle normative di accesso ai servizi e di riempimento di sale d'attesa di svariati studi medici), questa purtroppo conferma il suo dubbio: avendo io disdetto (che disdetta!) la mia precedente visita, ho perduto ogni possibilità di riutilizzare quella prenotazione. Quindi ora non mi resta che tornare dal medico di famiglia, dall'altra parte della città, tenendo conto dei suoi orari, e solo dopo aver ottenuto una richiesta identica a quella che ho in mano (4 fogli) tranne che per la data, potrò ritornare a questo sportello, nell'orario apposito, perché questa visita si prenota solo qui, per tutti gli abitanti di Parma e provincia, forse per la ricca accoglienza che offre agli utenti. Visto che devo fare altri due giri, penso che farò il terzo all'ufficio relazioni con il pubblico per denunciare questa assurdità e chiedo all'impiegato di dirmi gentilmente il nome del suo dirigente e lui mi spiega anche in modo dettagliato dove recarmi per reclamare. Comunque per questo vivace e interessante scambio di visioni ho perso solo venti minuti, quindi decido di fare un giro per i negozi  per rilassarmi e magari ritrovare il sorriso tanto ho ancora un'ora e 40 minuti nel biglietto "gratta e parcheggia". Ritorno alla macchina per avvicinarmi al centro città e mi avvio nel traffico con ammirevole calma, con la radio accesa e i finestrini aperti, entrambi, fa caldo, c'è vento, vuoi vedere che... no, impossibile, il biglietto non può volar via, penso fiduciosa mentre questo scivola dal cruscotto e vola, leggiadramente, fuori dal finestrino.