domenica 10 dicembre 2017

I tacchi della viaggiatrice seriale

La viaggiatrice seriale pianifica i viaggi con largo anticipo per non sovrapporli nel tempo e si concentra all'ultimo minuto nella preparazione dei bagagli. Un pò questo succede per mancanza di tempo e un pò per prendere informazioni sul tempo (meteorologico). Insomma chi decide tutto di tutto, alla fine, è il tempo.
Comunque sia, e qualsiasi tempo si possa trovare in viaggio, la nostra viaggiatrice, che, come fa intuire il termine, è femmina, si troverà davanti al più grande dilemma dell'umanitá da quando è stato inventato il manto stradale e relativo marciapiede. E cioè... parto con i tacchi o con le scarpe comode?
Il problema è che a volte, per mancanza di spazio in valigia, bisogna proprio scegliere.
Qualunque scelta si possa fare si può esser sicuri che anche solo per un breve istante la viaggiatrice seriale si troverà a pentirsene. Certo con i tacchi ne avrà a guadagnare un incedere elegante e traballante che attirerà tutti gli sguardi maschili (e femminili, diciamolo, se non altro per chiedersi come ci si possa stare su). Certo, con i tacchi si riuscirà a vedere oltre i capannelli di persone che osservano mostre e monumenti vari. Si potrà arrivare a leggere i cartellini più alti dei prodotti in vendita nei deliziosi mercatini locali. Si può ostentare un'andatura da first lady o da top model (non nel mio caso) perchè tanto, per quanto ne sanno gli abitanti del luogo, potresti benissimo esserlo.
Ma ditemi come si fa, con i tacchi, ad arrivare ai mercatini, alle mostre e alle piazze se siete una vera viaggiatrice seriale?
La viaggiatrice vera e propria va a piedi per quanto è possibile; certo si arriva nei posti con aereo, treno ed automobili, ma poi il mondo va esplorato a piedi!
A piedi si raggiungono le vette più impervie, i boschi più fitti e le viuzze o i borghetti più nascosti dei paesi da visitare.
A piedi si va a fare compere e si trasportano i pacchetti con le specialità del luogo e i regalini per chi resta a casa (incredibilmente alcune persone non sono viaggiatrici seriali).
Allora sapete già come dovete fare, informatevi prima di partire sulle varie attività che compierete in viaggio, poi cercate abbinamenti di vestiario che vi valorizzino e siano veloci da indossare a seconda delle temperature. Tenere a mente che la temperatura più imprevedibile è quella dei riscaldamenti e condizionatori. Per questo viaggio ad esempio, (di lavoro ed eventi culturali) avevo programmato di portare solo abitini morbidi e caldi e due cardigan da abbinare ad un solo paio di stivali con il tacco. Ma in seguito al terrorismo psicologico messo in atto dal mio compagno di viaggio sul gelo previsto per la nostra meta, ho optato per un tailleur pantalone e jeans e maglione con stivaletti bassi. Il mio compagno ha avuto poi l'ardire di apprezzare l'eleganza di una signora del luogo fasciata con cura e inguainata in alti stivali di pelle nera. Comunque ho capito di aver fatto la scelta giusta, quando, dopo i pasti con cibi nuovi e speziati, ho sempre sentito il bisogno di fare lunghe camminate. Anche per scoprire la particolarità del luogo.
Comunque sia, dopo anni e anni di esperienza ed esplorazione della mia indole, ho dato un nome alla mia abitudine e attitudine alla marcia: curiosità cronica.
Alla fine, quindi, se come me siete delle incontrollabili camminatrici, lasciate a casa i tacchi e partite con delle belle scarpe comode.

P.s. e tanta crema idratante da farvi massaggiare sui piedi dal compagno di camminate.

mercoledì 15 novembre 2017

No e no, suvvia

Ho scritto una poesia che parla di poesia.
Ma non si fa, suvvia, è come scrivere una canzone che parla di canzoni.
Una ricetta che parla di ricette.
Un articolo di giornale che parla di articoli di giornale.
Un riassunto che parla di riassunti.
Un libro che parla di libri.
Un tweet che parla di tweet.
È come quando ti chiedono come stai solo per poterti raccontare, loro, come stanno.
Non si fa, suvvia, non si legge, non si dice.
Si scrive e basta, basta che sia; poesia.

mercoledì 1 novembre 2017

Raccolta di letture e scritture





La poesia è contagiosa.



Leggete e ridetene tutti.



E' uno scrittore chi riesce a narrare di sé 
facendo sentire protagonista chi legge.

  

Ogni tanto gira una pagina del libro che hai in mano 
se non si accorgono che stai fantasticando.



L’ordine con cui leggo i miei libri è più un disordine.

  

Scrivevo e intanto guarivo.

  

C’è chi scrive così forte che si vede la passione.



 Lo so che capita a tutti. Ma io ho voglia di raccontarlo.

  

Scrivere è come farsi una canna ma senza a canna.
Scrivere è come picchiare qualcuno che non sopporti.
Scrivere è come fare 50 vasche in piscina.

  

Il trattore scrive una storia con parole forti ed incisive
sul campo che ara e che ama.



Il mio Martin Mystère esiste davvero.



So che tutto è già stato scritto ma noi lo proviamo ora.

  

Non siamo noi a scrivere le storie. Sono le storie a decidere da chi farsi raccontare.



Incredibile che non esista ancora “shazam” per i quadri.

  

Scelgo il prossimo libro da leggere come se dovessi scegliere il vestito della festa.

  

Il mio piedistallo è fatto di libri.

  

Trovatevi un amore che vi porti roba buona da leggere.



Fare i biscotti è il modo perfetto di pregustare un nuovo libro da leggere.

  

Volevo dare una svolta sexy al mio profilo ma poi mi hanno regalato un libro nuovo.


Leggo di viaggi per innamorarmi.

  

L’ultimo spenga il pc.

  

Secondo me il “secondo me” è sottinteso ogni volta che scriviamo/parliamo.


Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei solo perdermi in una libreria.


Ho un muro di libri che racconta storie e un muro bianco per parlare da sola.


Se volete giudicarmi dalla copertina vi informo che la mia è gialla a fiorellini rosa e verdi.



Preparo la valigia a partire dalle cose da leggere.

  

Per scrivere poesie ci vogliono tempi vuoti.

  

Il libro letto sgualcito è un libro felice.

  

Il filosofo è colui che incontri e chiedi: -Come stai?
Ti ringrazia della domanda e della riflessione che lo porterà alla risposta.

  

L’appetwitter vien scrivendo.



La mia passione per il giallo esclude inesplicabilmente il genere letterario.

  

Dacci oggi il nostro maestro di vita quotidiano.



Il vero inferno non è non trovare le risposte ma restare senza le domande.

  

Alcuni di voi li seguo come fossero personal trainer, per esercitare il muscolo che solleva il sopracciglio.

  

Il sudoku appaga il mio istinto al riordino.

       

      Chissà se il commercialista sa fare dichiarazioni d’amore.

  

I partecipanti alla conferenza a cui assisto chiacchierano così forte che non riesco a twittare.

  

Hai mai avuto la sensazione…
No.
Non avevo finito la domanda…
Ho finito le risposte.



Avete anche voi quella voglia irresistibile di prendere un libro a caso e sottolineare tutte le parole bisdrucciole?



Il follow notifica. Il defollow è silenzioso. Così si impara a condividere il piacere e tacere il dispiacere. Pudore o ipocrisia?



Quando non sai cosa scrivere basta scrivere che non scrivi perché non sai cosa scrivere.

  
Noi che scriviamo per avere conferma del nostro pensiero.



 Epistemologia del follower. E’ una creatura relativamente recente nella scala evolutiva umana ma non per questo meno articolata.

  

V  vai
A 
L  leggere
E   e
N  nota
T  tutto
I  il
N  notabile
A  adorabile



Nel negozio del campeggio il pane sta di fianco ai libri e ai giornali. Non credo sia un caso.

  

Dormire 12 ore filate nuoce gravemente alla capacità di scrivere “imprescindibile”.

  

Scrivere dà dipendenza.



A volte quando vi leggo sono indecisa se bloccarvi o mandarvi un’assistente sociale.



Se il verso piano piano e il verso sdrucciolo è sdrucciolo perché il verso tronco non è troncò?


  Ho letto tanto sulla sabbia.



Quando vi leggo tanto sicuri, cinici e disincantati mi sento ingenua e piccola, e fortunata.



Ti leggerei. Come se tu fossi scritto in braille.

  

Signori i dm porno solo se avete il teletrasporto, grazie.

  

Ho scritto una fiaba con un mostro spaventoso e poi ho fatto un incubo, d’ora in poi scriverò solo racconti erotici.

  

Sono logorroica solo quando scrivo.

  

Prendere il treno è solo una scusa per leggere d’un fiato un libro nuovo.

Raccolta di gusto


Il caffè è un piacere, se me lo devo fare io che piacere è?



Questa cosa che per andare a correre
non si può fare merenda, deve finire.

  

La merenda è un sentimento.

  

Sei l’odore e il sapore di cui ho bisogno.


Baciare.
Chiacchierare.
Mangiare.
I piaceri della vita sono sulla bocca di tutti.



Mi andava un gelato; per farmi passare la voglia ho mangiato due frutti, tre pomodori e del pane carasau. Ora vado a prendermi il gelato.


Sono per i piaceri forti.


Vado a zenzero.


Ti voglio bere.


Devo confessare al mio uomo che in questa vacanza ho cambiato fantasia erotica. Ora ho una fissa per ricotta d’alpeggio e brezel.


Basta solo la parola “pastasciutta” per riempirsi la bocca.


Dell’invidia so che è l’anagramma di un tipo di insalata.


Mangio anche le caramelle cadute per terra, tanto, essendo maestra, i microbi rischiano di prendere le malattie da me.


Vorrei poter fotografare il profumo della castagnata per risentirlo anche a casa.


Non posso cucinare. Devo guardare il tramonto.


Ho un’irrefrenabile voglia di fare shopping. Ora esco e mi fiondo nel primo negozio di alimentari che trovo.


Avete mai fatto l’insalata destrutturata? Si mettono a tavola gli ingredienti e poi si rovesciano nel piatto a piacere.


Il mio antifurto consiste nel comprare una buona quantità di cipollotti e parcheggiare al sole.


La quadratura del cerchio è quando cerco di far stare nella teglia rotonda più biscotti quadrati possibile.


Il diavolo fa le pentole ma non sa cucinare.


Volevo dire al principe azzurro che mi sono già salvata da sola e in freezer ho ancora un po' di sottocoscia di drago.


Ma che vacanze natalizie lunghe che hai…
Per digerire meglio!


Favola vegana: c’era una volta una fava cattiva che voleva catturare tre piccoli pisellini.


Mandorle caramellate sul panettone, nocciole sul gelato, frutta sulla crostata. L’amore parte dalla “testa”.


L’equilibrio fisico e mentale si evince da quanti pezzetti di pomodoro cadono dalla bruschetta che si ha in mano.


Lei lo vide e cominciò a sciogliersi, lui accolse il suo languore sulle sue forme calde e morbide. Lei, la coppa, lui, il trancio di focaccia.


Non voglio i messaggi vocali. Voglio i messaggi olfattivi.


Devo fare la doccia e sono indecisa tra il sapone alla mora selvatica o al maschio bianco.


Mi sa che “una mela al giorno” era da intendersi in senso biblico.


Quante persone nervose! Forse nel brodo primordiale ci voleva più zucchero.


Ho fatto liquore al cioccolato da regalare a tutti, lo spirito del Natale mi trova già brilla.


Il fumo fa venire il cancro
l'alcool fa venire il cancro
la grigliata fa venire il cancro
la vita è per gli asceti.



Allora: niente fumo, niente vino, niente carne arrosto perché cancerogeni,
speriamo che l'OMS non faccia ricerche sul sesso.




Raccolta di emozioni


Il divano è per chi ha l'animo "spento".

  

Non si sprecano le emozioni con chi non le apprezza.



Ogni volta è come rinascere tra le tue braccia.

  

In questi giorni non ho potuto scrivere,
ho avuto troppa vita da vivere.

  
Perdiamoci da soli, facciamo in modo 
che non siano gli altri a lasciarci perdere.



La malinconia fa parte delle riunioni natalizie;
nessuno la invita ma ognuno ne porta un poco dentro di sé.

  

A volte è inutile avere un cervello che funziona se poi ci facciamo fregare dal cuore.

  

Sola... come quando finisci di leggere un libro bellissimo.

  

L'amore è come quando non capisci le parole ma la musica ti fa impazzire.



Come una spugna: se non la bagni non asciuga,
così io, se non sorridi, non sono felice.

  

Ci credo solo se mi sorridi anche con gli occhi.



Smetto di leggerti se no m'innamoro.



Non devi dirmi quello che sai, devi dirmi quello che sei.



Non importa quanto tu abbia vissuto finora,
importa quanta voglia hai di farlo ancora.

  

Mi fai innamorare con le parole e neanche esisti.

  

Le delusioni più cocenti sono provocate dall'immaginazione non dalla realtà.



Chi compete con gli altri può vincere o perdere.
Chi compete con se stesso può vincere o crescere.



E' facile smettere; basta non essere innamorati.



Quelle volte che più che fare l'amore sembra di fare la guerra.

  

Il potere più grande da esercitare sugli altri è
stimolare la riflessione.

  

Solo quando diventi padrone di te stesso puoi donarti completamente agli altri.

  

Le cicatrici sono il segno del dolore.
I tatuaggi sono il segno dell'amore.

  

Sei sulla strada giusta quando ti arrivano apprezzamenti 
da chi non ti ama e non ha bisogno di te.



 Se riesce ad intrigarti tanto la sua mente
figurati quanto potrà farlo la sua pelle.



C'è qualcosa di profondamente umano nel sentire 
ogni giorno il desiderio di condividere un pensiero a
 prescindere da quanti lo leggeranno.



Resta ancora un po', solo il tempo di fare l'amore
poi potrai andare via. Se lo vorrai ancora.

  

Potresti innamorarti di me?
Perché?
Così siamo pari-

  

L’appetito vien baciando.



Ho i pensieri aggrovigliati ed emozioni che devo ancora riconoscere. Ho abbastanza coraggio per affrontarle, devo solo recuperare lucidità.



Mi hai baciata solo per cambiare discorso. 
E non abbiamo più smesso di conversare.



C’è un filo tra noi.
Se uno tira troppo, l’altro lo taglia.
Se uno si allontana, l’altro lo segue.
Se resta in equilibrio, è magia.



La felicità è piena di paura.



Mi sento un po' monotona a scrivere sempre d’amore. Forse 
se non sapessi cucinare scriverei sempre di cibo.



Troppo felice per discutere.

  

Chissà come stai quando non sei nei miei pensieri.



Appena ti trovo ti amo.

  

Non promettere che sarà per sempre ma che non ci lasceremo mai.

  

Non devi promettermi un lungo futuro insieme ma tanti brevi presenti; uno dopo l’altro.



Il mio costume da supereroe è sapere di essere amata.

  

Guardami. Non aspettare che manchi la luce, che manchi la voce, che manchi tutto quel che di noi ci seduce.


“Vibrante” è un modo di essere: inquieti, energici, pronti a tutto.


Ogni giorno con il pensiero di te è un giorno guadagnato.


Mi fa male dove non ci sei.


Grazie di tutto. Grazie di te.


Di quando ci raccontiamo tutto mi piace il nostro viziarci di baci, cibo e sguardi.


La tua mano che sale sulla nuca accarezzandomi i capelli mi scioglie e mi dà forza e divento, d’un tratto, indifesa ed invincibile.


Sono il risultato di tutto ciò che ho provato ed incontrato.


Alcuni si sentono vivi solo quando vedono morire gli altri.


Parlami di quei dubbi che ti assalgono quando sei lontano da me e che si dileguano appena tocchi la mia pelle.


Ti amo dovunque tu sia.


L’amore è egoista. Non toglie i pensieri e i problemi, toglie il tempo per pensare a tutto quel che non sia amore stesso.


Lui la faceva ridere e lei lo faceva vivere.


Invecchia tristemente chi non si lascia stupire più.


Ho capito di amarti quando ho visto i tuoi difetti.


L’unica via di fuga è la felicità.


Lei camminava lentamente ma dentro di sé volava. Solo un occhio attento poteva accorgersi della sua essenza.


Chissà perché non c’è la musica nei musei.


Sono single dentro.


Niente che il tuo profumo non possa curare.


Di queste notti adoro il nostro stare sempre pelle a pelle come se tu fossi il mio tutto ed io il tuo.


E se non ti ho incontrato prima è perché tu mi meriti come sono ora.


Prima di te la supponenza. Ora l’amore e l’eloquenza.


-Come stai?     -Ti amo.


L’amore è quella cosa che anche se ti manca non glielo dici per evitargli pensieri tristi.


L’uomo della mia vita mi fa venire voglia di una nostra vita.


Vacanza con te è vacanza con i sensi appagati. Tutti, anche quello di protezione.


Quando lui ti solleva la gonna e tu pensi abbia mire romantiche e invece ti voleva solo spruzzare l’autan.


I miei sogni li vivo con te.


Se non fate altro che criticare gli altri non sapete godervi la vita.


Ora basta fare la superiore. Quando mi manchi te lo dico.


Il cane vecchio del mio vicino anziano è morto e lui continua a fare il giro della campagna come prima e Noè manca un po' anche a me.


 Se brucio di passione mi consumo prima o vivo di più?


Anche il vostro uomo vi accusa di averlo sedotto solo per non fargli vedere tutto #Sanremo2017?


Peggio dei nostalgici solo i cinici.


La musica natalizia suona comunque (2016).


Le mie consuete difese si sono sfracellate quando ho capito che da te non avrei dovuto difendermi.


La capacità di suonare l’armonica a bocca dovrebbe essere innata, come respirare.


Un signore colleziona bastoni da passeggio e li porta in giro legati come fossero umilissimi ombrelli.


I miei problemi di coppia sono di facile risoluzione, mi basta prendere un 1400 di cilindrata.


Riesco a farmi dare della rompicoglioni pure da babbo 85enne.


Se invecchiare significa sostituire vecchi ricordi con altri inventati lì per lì non è poi così male.


Cosa ti posso soffrire?


Amore è quando non capisci le parole ma la musica ti fa impazzire.


Se noi esseri umani ci abbracciamo i polpi si tentacolizzano?


Cosa ti fa male? Niente.
Allora, cosa ti fa bene?



Non auguro la morte, auguro di vivere abbastanza a lungo da rendersi conto che il mondo sarebbe stato meglio, senza.


A teatro ho il ruolo della lagna viziata e lamentosa, così posso sperimentare cose mai provate prima.


Vorrei impressionarti con qualcosa di straordinario ma niente può superare l’amore che mi fai provare.

Raccolta di ego.



La colpa è dei miei genitori; prima di nascere non ero così.


Da quando so chi sono non ho più bisogno di dimostrarlo.


Chi mi ama mi ami ma non mi segua perché mi mette fretta.


Volevo farmi un selfie da urlo ma non vorrei dover pagare i diritti d’autore a Munch.


Volevo farmi un selfie con i fiocchi ma avevo finito i fiocchi.


Sono piena di vuoti.


Adoro il progresso e le novità tecnologiche 
basta che non intralcino la mia semplicità.



Si muore di caldo ma non voglio subire passivamente;
sono indecisa se usare la canna dell'acqua o quella del gas.



Non è che cammino perché non ho fiato per correre,
è che non ho fiato per correre mentre canto.



Sono così elegante che mi guardo sempre allo specchietto
prima di aprire il finestrino per sputare il chewing gum.



Sono così dolce che se le zanzare mi pungono
si prendono il diabete.

  

Sono talmente modesta che l'accademia della Crusca
sta pensando di aggiungere il mio nome nel vocabolario
tra pudore e umiltà.

  

Non invidio chi lavora in ufficio;
invidio il fatto che possano sempre portare deliziose e femminili
scarpe con il tacco.

  

Non leggo le istruzioni per principio, in quanto donna,
per non far sentire a disagio chi ha definito lo stereotipo.



Non leggo le istruzioni perché se trovo un errore
di traduzione poi mi girano.

  

Non leggo le istruzioni perché le trovo complicate: gli
ingredienti ed il procedimento sono mischiati 
e non è indicato il tempo occorrente.



Mail, social ed account vari; comincio a soffrire di
sindrome da personalità multiple.



A volte ho. Spesso sono.

  

Dovevo ascoltare di più il mio sesto silenzio.

  

Sola... come quando finisci di leggere un libro bellissimo.



Non mettermi nei tuoi inganni.

  

Ci ho provato tante di quelle volte che poi ho imparato ad improvvisare.

  

Se mi mostri il potere che ho su di te perderò
il desiderio di usarlo.

  

Prima di mostrarmi le tue debolezze fammi innamorare della tua forza.



Sono rinata tante di quelle volte che per me la reincarnazione 
non è un'opzione plausibile ma un dato certo.



Non ne voglio neanche sentire parlare 
se non lo vogliamo o non lo possiamo fare.



Quando ero piccola non mi dicevano:- Che  bella bambina-
Allora sono diventata grande.



So che non è colpa dei tuoi difetti.
E' colpa mia che non li ho riconosciuti subito.



Ho scelto chi volevo essere e lo sono diventata.
Ora potrei scegliere cosa voglio avere.



Che noia quando sono felice senza motivo
e ho voglia di dire cose belle e stupidate a tutti e
e loro vogliono solo rilassarsi in silenzio.



Non è che io cerchi di distinguermi dagli altri,
sono gli altri che non vogliono essere come me.



Se cedi subito alle mie insistenze mi fai passare la voglia di continuare.


Preferisco fronteggiare la tua rabbia pur di non reprimere la mia.


Ho unito tutti i miei nei ed è venuta fuori la scritta: voi siete qui.


Indosso il venerdi come se fosse l’abito della festa.


Se tu vivessi con me capiresti perché vivo da sola.


Per andare d’accordo con mia madre dovrei rinascere maschio.


La parte peggiore di me è quella fuori di me.


Le mie decisioni sono così ferme che mi affido al caso per sorprendermi.


Io non sono razzista, parlo anche con voi.


Ma io dov’ero, prima d’incontrarti?


Sono così insicura che non sono sicura di esserlo.


Se mi cerchi non ti trovi.


I sogni ricorrenti mi ricordano cose che non faccio mai; 
perdermi, volare


Il mio senso dell’orientamento precede la consapevolezza.


Non sono proprio inquieta; diciamo che sono “diversamente tranquilla”.


Se non puoi comprarti qualcosa di nuovo puoi sempre liberarti di qualcosa di vecchio. La sensazione di leggerezza è la stessa.


Visto che non posso più evolvermi in altezza cercherò di elevarmi cognitivamente.


Vuoi salire da me a vedere la mia collezione di quelli saliti da me?


Vorrei un contabattiti per le ciglia.


Vorrei un contapassi che mi indichi i passi falsi.


Vorrei un conta km per sapere quanto ci vuole ad arrivare al punto.


So che non dovrei ma il troppo lavoro mi costringe ad una vacanza al mare. Si tratta di marittima difesa.


Non sapevo chi volevo essere ma mi piace chi sono diventata.


Il mal di testa mi ricorda la mia precarietà su questa terra.


Odio l’ozio forzato.


Sono così minimalista che delle cose da prendere ho preso solo la lista.


Amo gli estremi non gli estremisti.


Non sto piangendo, sto sudando.


Come mi sento? Con ogni senso.


Sono un tipo fedele. Oserei dire monoteista.


Ho comprato uno di quei salvadanai da spaccare una volta riempiti, così quado lo rompo potrò comprarmene uno nuovo.


Ho visto uno spettacolo di sbandieratori così bello che mi è venuta voglia d’imparare a suonare il tamburo che li accompagnava.


Vorrei una berlina perlata. Sarebbe la mia perlina.


Trasudo sarditudine da tutti i pori.


Pazzesco che io abbia la sveglia alle 7 e la colazione la servano solo dalle 7.30. Quest’albergo non è una casa.


La mia prima escursione con i bastoncini immaginari.


Sono indecisa se odiare di più le penne che non scrivono o le forbici che non tagliano.


Fame sonno e voglia di te sono i miei bisogni primari.


Ricordo i peccatori ma non il peccato.


Le mie convinzioni radicate potrebbero mutare per via della mia parte femminile ma non lo fanno per via della mia parte sarda.


Le mie cosce sono tornite, le mie angosce sono tornate.


Ovvio che possiamo avere opinioni diverse e restare amici, basta che non me ne accorga.


Chissà se il mio conto esiste anche quando non mi collego all’home banking.


Mi diverte accendere e spegnere entusiasmi, non per spirito di contraddizione ma proprio per rompere le palle.


Che noia quando non mi osannate.


Quando mi stufo mollo tutto e apro un autolavaggio per coccodrilli.


Chiedimi se sono facile.


Io non cambio lavoro. E’ il lavoro che cambia me.


Non ho bisogno di un piano. Ho un forte.


Ho appena sentito il vicino cantare nella doccia. Non mi disturba sentirlo cantare, mi disturba averlo pensato nudo.


Non so se ti amo ma di sicuro ti bramo.


Quando trovo subito una cosa nella mia borsa sento partire la musica di Indiana Jones.


Io adoro tutte le vostre debolezze, basta che non ve ne lamentiate.


Io non riposo. Io dormo forte.


Io non aspetto tempi migliori. Solo più caldi.


L’unico che mi tiene testa è il cuscino.


Dopo due corsi di teatro sono diventata bravissima a fare la spettatrice.


Adoro tutto di te: la tua ironia, la tua intelligenza, il tuo debole per me.


Se mi prendo troppo sul serio è perché non voglio che il serio prenda me.