mercoledì 18 ottobre 2017

Raccolta d'ironia

Twitter è l'ideale per esprimere la propria pazzia.

L'intelligenza è una legittima difesa.

Chissà se per spegnere le fiamme dell'inferno
si usa l'acqua santa.

Il figlio della maestra che non ha voglia di studiare,
la figlia del dottore che va a ginnastica correttiva,
a volte dare il buon esempio non basta!

Il fumo fa venire il cancro
l'alcool fa venire il cancro
la grigliata fa venire il cancro
la vita è per gli asceti.

Allora: niente fumo, niente vino, niente carne arrosto perché cancerogeni,
speriamo che l'OMS non faccia ricerche sul sesso.

Figure mitologiche:
angelo custode e principe azzurro.

Cambiare ripetutamente idea è un piacere concesso alle belle donne
se non lo siete è meglio provare a trasformarlo in un'arte.

Il vero inferno non è non trovare le risposte
ma restare senza le domande.

Certi uomini se la tirano come se ce l'avessero.

Se mi mostri il potere che ho su di te perderò il desiderio di usarlo.

Non è mai troppo tardi per una nuova prima volta.

Quel tuo pensiero che nasce dai più vivi neuroni
scatena la risposta dei miei ormoni.

Il potere più grande da esercitare sugli altri è stimolare la riflessione.

Incapace di intendere per il troppo volere.

Quella voglia irresistibile di provocarti per vedere fino a quanto
puoi resistere svicolando con eleganza.

Da piccoli l'amico immaginario,
da grandi l'amante immaginario,
da vecchi il badante immaginario.

Viaggiare un certo numero di km l'anno dovrebbe essere obbligatorio
per legge. Per evolversi.


Ossimoro: blanda emozione.


Ho una fantasia credibile.


Se ho bisogno di cercare una scusa ho già deciso ed è no.


“Brilla” non è solo uno stato transitorio post bevuta.

E’ un consiglio.


Dai castelli di sabbia ai castelli di nebbia.


I miei gusti televisivi sono più dei disgusti.


Se ti dico che non lo so è chiaro che non te lo voglio dire.


Le conseguenze sono sottovalutate.


Certi problemi restano tali quando la soluzione 
è meno accattivante del problema stesso.


Troppo passato non deve impedire di realizzare il futuro.


Fidarsi è bene, non fidanzarsi è meglio.



Mia mamma non ha twitter.



Ossimoro: mamma -ti aiuto?-



Le persone migliori sono quelle a cui non importa nulla di definire le persone migliori.



Il lupo perde il vizio per un pelo.



Che fastidio quando non capisco subito cos’è che mi dà fastidio.



Succede anche a voi di aver tanto sonno da perdere il senno?



Niente è più liberatorio che non avere segreti.



La perversione è tutto ciò che non abbiamo il coraggio di fare.



Ti ascolto con la coda dell’orecchio.



Se non vi fa ridere mai niente siete già morti.



Vivere è uno sport estremo.



Piuttosto che sedermi dalla parte del torto sto in piedi.

Non so se ho mal di testa o se è il mal di testa ad avere me.



Fammi una carezza sulla corazza.



I miei destini preferiti sono quelli che si incrociano per scelta dei destinati.



Persone ininfluenti come la prima goccia.



Indignati seriali ovunque.



Baciami. Non lasciamo che la nostra intesa intellettuale ci distragga dall’attrazione fisica.



Il fatto che siamo sullo stesso pianeta non vi autorizza a rivolgermi la parola.



Vorrei fondare un club di procrastinatori. Sarà la prima cosa che farò domani.


Ugo e l'ago.

L'ago sgonfiò l'ego di Ugo.
L'ago legò il logo del lago.
Ugo vide il logo,
spezzò l'ago e
asciugò il lago,
con un rogo.

martedì 17 ottobre 2017

Zagor-raduno

Avvocati, professori, consiglieri comunali, ingegneri e operai vari, autisti ed infermieri, tutti riuniti da una stessa grande passione che si può definire elitaria o fuori moda. Cosa riesce ad accomunare professionisti di ogni regione d'Italia, perlopiù uomini, di mezza età, e a trascinarli in luoghi di ritrovo sempre diversi e lontani tra loro in cui condividere e festeggiare il loro mito? Naturalmente non si tratta del solito pallone e neanche della cucina di un famoso cuoco stellato, non si tratta neanche di donne perché con la facilità di reperirle se pur virtualmente in internet, non occorre neanche uscire di casa.
Forse farete fatica a crederci ma si parla di fumetti, e che fumetti! Zagor, lo spirito con la scure di fanciullesca memoria esiste ancora ed è più vivo che mai nel cuore di numerosi appassionati che indossano orgogliosamente la maglietta rossa che non passa certo inosservata nonostante il fisico non sia sempre tale e quale a quello dell'originale.
Ho avuto modo di partecipare al raduno autunnale degli "zagoriani" che, detti così, sembra quasi si tratti di una setta religiosa e in effetti hanno un'adorazione tale per il loro eroe pari quasi alle esaltazioni giovanili per i cantanti preferiti.
Insomma, un eroe giovane che mantiene giovani i suoi fans, forse per quei valori forti di integrità e rifiuto della violenza fine a se stessa e di autocritica continua che lo accomuna più ad un uomo normale che a un supereroe di estrazione classica. E non possiamo dimenticare il fido aiutante di ogni avventura; Cico, il piccolo uomo dal grande ventre, come viene definito dagli indiani per ovvie ragioni fisiche, che si mette nei guai in modo così divertente che Zagor credo faccia apposta a lasciarlo da solo periodicamente.
Insomma ho riscoperto Zagor (anche se continuo a preferire Martin Mystère) grazie all'affetto che gli si respira intorno e credo che se un fumetto riesce ancora ad appassionare tante persone pur in questa nostra società accelerata, indifferente e intollerante, non tutto è perduto.
Lunga vita a Zagor, lunga vita ai fumetti.

venerdì 13 ottobre 2017

"Sarò bre"

Si sente ancora il bisogno di una raccolta di aforismi in questi anni così "social" in cui basta guardare il telefonino per trovare tutta la saggezza che serve per vivere?
L'autore, che è anche un appassionato lettore, come si intuisce dai suoi eruditi pensieri, non si lascia scoraggiare dall'esistenza di facebook, twitter e simili, e ci propone le sue ricette per l'esistenza.
In breve, come dice il titolo, con intelligente ironia, spaziando dai giochi di parole a battute raggelanti, dagli ossimori alle riflessioni profonde.
La copertina del disegnatore Stefano Babini illustra benissimo il sottotitolo "messaggi in bottiglia" riprendendo visivamente l'idea del viaggio di ogni vita che è relazione, messaggio, esempio per altre. Bisogna scegliere bene se e che cosa vogliamo comunicare agli altri con il nostro viaggio, con il nostro esempio, con la nostra vita.
Qui l'autore sceglie di farci divertire e riflettere e tra le righe racconta di sé e del suo districarsi tra le passioni e le fatiche del quotidiano. Ogni tanto troviamo le illustrazioni del bravo James Hogg che trasformano questi pensieri in chiarissime vignette e rendono scorrevole ed intrigante la lettura agevolata anche dai titoli degli argomenti proposti.
Un libro da sfogliare a caso saltando a piacere o da leggere d'un fiato e citare facilmente al momento adatto con la sicurezza di divertire ed incuriosire chi ascolta.

martedì 10 ottobre 2017

"Terra!"

Questo libro trovato in un mercatino dell'usato si è rivelato un piccolo tesoro; un incrocio di storia, geografia, astronomia, fantascienza, lingue, sentimenti e poesia.
Questo accostamento tra materie scolastiche e particolarità dell'anima non è casuale ma deriva dalle (sconfinate) conoscenze culturali e di vita dell'autore che mescola tutto con sapiente ironia.
Devo confessare che di suo ho già letto parecchie cose ma in effetti ogni volta mi sorprende con trovate geniali e poetiche al contempo.
I protagonisti, umani, umanizzati e inventati viaggiano nello spazio in cerca di un luogo vivibile come la vecchia terra ormai distrutta da ripetute guerre nucleari in seguito alle quali i superstiti hanno ricostruito nel sottosuolo grigio ed inospitale. Chi resta nel pianeta da cui è iniziato tutto avrà l'onore di scoprire che la quarta dimensione ha nascosto in profondità il segreto per salvare il pianeta. Occorrerà ogni briciolo di sentimento, sacrificio e coraggio per riportare alla luce il "cuore del sole" che potrà ricominciare a popolare la superficie terrestre.

sabato 23 settembre 2017

Nobili udienze

Un principe incontrai
non un menestrello,
sarò stata degna di tal vanto
io, uscita dal lavoro,
con i capelli all'aria e il viso stanco?
Ma con il suo sorriso (ed il caffè)
ritrovai la voglia di ascoltare
il suo saluto, non certo in rima
ma pieno di ironia
da farsi ricordare.


domenica 27 agosto 2017

Che sia poesia

Là su quel tavolo
c'era una poesia
e il vento d'istinto
l'ha portata via.

Chissà di che parlava
forse era una magia
di sicuro prima c'era
non dico una bugia.

Eran parole in musica
come una melodia
legate dalla rima
e un filo di malinconia.

Non riesco a ricordare
com'era e come sia
poetava di qualcosa
e certo di chicchessia.

Su un fatto non ho dubbi:
se c'è una poesia
o parole in disordine
con guizzi d'allegria
vorrei che fosse mia.