martedì 12 aprile 2016

Pelle ed anima

Ho più pudore della mia pelle che della mia anima,
perché la mia pelle è deperibile.
 
La mia pelle è sottile, delicata, brama il sole
come cura e malattia che la consuma.
La mia pelle si nutre di mare
mai troppo freddo, mai troppo agitato, mai troppo lontano.
La mia pelle chiama il vento per giocare.
La mia pelle vive e si può consumare.
 
La mia anima è temprata, indurita dalle prove della vita.
La mia anima resiste, insiste, tenace e pugnace.
L'anima non invecchia, cresce ancora
si riempie di oggi e di ieri
è nata così; colma di pensieri
si arricchisce attraverso il sentire
ed il percorrere i miei sentieri.

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