domenica 1 maggio 2016

Quel frattale del mio paese

Un giorno vi racconterò del piccolo paese in cui vivo, del fatto che ci siano tutte le tipologie di persone (e figure retoriche) che si possono incontrare nel mondo.
Il mio paese è un frattale.

C'è un cassiere al supermercato, affabile, gentile, chiama tutti per nome, scherza con gli anziani,
adora parlare ma non spettegolare, gli piace raccontare di sé.
E ne ha da raccontare, come se avesse vissuto più di una vita,
come se avesse impresso ogni ricordo con la stessa intensità, come se affidasse quel piccolo pezzo di sé al vento affinché possa girare per il mondo. Ha un grave difetto; non ama il mare, io non riesco a concepire l'esistenza di qualcuno che non ami il mare, secondo me il punto è che non lo ha mai capito, non vedo altre spiegazioni.

C'è una vecchina, alla fine della via, coltiva il suo orto e cura il suo prato, facendosi aiutare dai nipoti solo per i lavori più pesanti, ha messo in giardino un filo per i panni; e quando c'è il sole stende i suoi abiti dall'aria retrò, pulitissimi e bianchi come solo alcune vecchine riescono ad ottenere. E' molto accogliente con i vicini, ferma tutti per una chiacchiera, riesce senza malignità a scovare il punto debole di ognuno e scavarci dentro con le sue domande innocentemente curiose. Invita tutti a sedersi, in una delle tre sedie di plastica scolorite dagli anni, ma nessuno lo fa perché dopo una chiacchierata con lei ci si sente sempre un po' sconfitti.

C'è un ubriacone salutista, so che può sembrare un controsenso, ma lui è proprio così: beve e poi va a fare sport, corre nella strada che porta in campagna, a piedi o sulla sua bici, è forse il modo che ha per redimersi dal suo irresistibile vizio, che non vuole abbandonare, quando esce dal lavoro, va a casa a bere. Il suo fiato si sente a distanza, a parte quello e ad un certo colorito paonazzo del viso, il fisico lo sostiene nel suo peregrinare.

C'è il barbiere d'ordinanza, persona squisita, emigrato qui al nord decenni fa, fedele al suo accento come alla sua pettinatissima moglie. Ha un negozio che apre all'alba, arredato in modo moderno e una vetrata ampia che assicura vigore alle sue piante e dei quadri coloratissimi di Klimt e Mirò, che mi fanno ricredere ogni volta sul suo apparire semplice. Ha un nome buffo, una timidezza e riservatezza d'altri tempi, usufruire dei suoi servizi è una vera pausa rilassante. La sua clientela varia e' affezionata alla sua professionalità e discrezione, lui è anche maestro di taglio e parrucco, non delude nessuno.

C'è il vecchio sindaco; sportivo anche lui, che ha sposato il vecchio assessore comunale alla cultura e ora che non lavorano più insieme probabilmente hanno più da raccontarsi sulle loro giornate ma tutti gli altri hanno meno da raccontare su di loro.

C'è la perpetua storica, in paese si sono avvicendati tre parroci e lei probabilmente era già là a "lavorare" dai tempi della costruzione della chiesa, lei è bravissima a lavorare a maglia, ha dei completini stupendi che deve continuamente rinnovare perché sta raggiungendo delle dimensioni davvero ragguardevoli. Bisogna dire che ha un notevole spirito di adattamento perché i tre parroci sono ( e sono stati) dei tipi diversissimi tra loro; o probabilmente si sono adattati essi. Nonostante le difficoltà nel movimento organizza delle gite turistiche davvero fantasiose.

C'è un dipendente comunale, una specie di tecnico factotum che si occupa di qualsiasi aspetto riguardante le numerose feste e manifestazioni varie del paese, lui sa fare tutto, aggiusta tutto, fa funzionare tutto. Ha uno stile particolare nel vestire, il suo pezzo forte sono i pantaloni "cargo" con le tasche grandi da cui estrarre qualsiasi cosa possa servire a chiunque per sistemare alcunché. Nonostante l'aria accigliata parla con tutti ed è sempre circondato da qualcuno che cerca di carpirne i segreti.