sabato 2 luglio 2016

L'uomo che piantava gli alberi











Una storia breve, quasi un racconto, piena di poesia, di vita
e di speranza.
La storia di un uomo che ha perso quanto aveva di più importante al mondo;
 la famiglia e si ritira in solitudine senza resa e senza rassegnazione.
In un posto per niente accogliente, per niente ospitale
per le caratteristiche geografiche e climatiche (quasi un deserto)
vive con pochi animali e appena le risorse che possano dargli da vivere
e qualche nozione di agricoltura che poi amplierà
mettendole in pratica.
Nell'arco di 40 anni cerca e si impegna e riesce a dar vita al luogo in cui vive
 (e un nuovo senso alla sua),
fa nascere una foresta rigogliosa che attira la pioggia,
gli uccelli e piccoli animali del bosco.
Un uomo che aveva perso tutto ha regalato nuova esistenza
ad un intero altopiano, la sua generosità ha permesso ad altri uomini
di abitare quel luogo prima deserto e sono nati nuovi paesini e nuove famiglie
e persone che proteggeranno la grande foresta circondata dalle montagne.
Non meno straordinario del protagonista è colui che ne racconta la storia,
che si accorge di quella persona speciale con cui riesce ad entrare in relazione
"poiché sapeva toccare con delicatezza l'anima dei solitari" essendo
egli stesso in un periodo solitario della sua vita.
Ne scaturisce un racconto lineare e pulito, quasi una cronaca,
che non punta ad impressionare il lettore,
a questo ci pensano i disegni, le illustrazioni che corredano
il libro e che fanno riflettere quanto la storia stessa.

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